Vaso da bonsai in porcellana Kutani, fondo nero con foglie d'acero in oro e puntini turchesi

Come scegliere il vaso giusto per il bonsai

Scegliere il vaso per bonsai non è un dettaglio: nella cultura del bonsai il vaso fa parte della composizione tanto quanto la pianta. Un vaso ben scelto valorizza l’albero e ne protegge la salute; uno sbagliato lo appesantisce o, peggio, ne compromette il drenaggio.

Bastano pochi principi, gli stessi che i coltivatori giapponesi usano da secoli. Eccoli, dalla funzione all’estetica, fino ai vasi dipinti a mano che trasformano un piccolo albero in un oggetto da collezione.

Le 4 regole in breve

⅔LunghezzaIl vaso è lungo circa due terzi dell’altezza dell’albero.
ØProfonditàPiù o meno pari al diametro del tronco alla base.
◐MaterialeGrezzo per le conifere, smaltato per latifoglie e specie da fiore.
◎DrenaggioFori ampi sul fondo, sempre. Senza, le radici marciscono.

Prima di scegliere il vaso per bonsai: coltivazione o esposizione?

Prima ancora della forma, conta lo scopo. Non tutti i vasi servono alla stessa fase della vita di un bonsai.

Vasi da coltivazione per bonsai in coccio giapponese

Fase di crescita

Vaso da coltivazione

Più profondo, in plastica, mica o terracotta. Dà spazio alle radici e fa ingrossare tronco e rami. È la scelta giusta per un bonsai giovane o «in allenamento».

Vaso da esposizione per bonsai, rettangolare, dipinto in rosso con paesaggio

Pianta formata

Vaso da esposizione

Il classico vaso basso in ceramica, quello definitivo. Contiene una pianta già impostata e ne esalta la forma, come una cornice esalta un quadro.

Se il tuo bonsai sta ancora ingrossando il tronco, non avere fretta di metterlo in un vaso piccolo e prezioso: lo rallenteresti di anni.

Le proporzioni del vaso per bonsai: la regola che vale sempre

Per scegliere il vaso per bonsai nelle giuste proporzioni, ricorda che l’occhio cerca equilibrio tra pianta e vaso. Le proporzioni classiche sono un punto di partenza valido per la maggior parte degli stili.

Altezza dell’albero100%
Lunghezza del vasocirca ⅔ dell’altezza
Profondità del vasocirca il diametro del tronco

Le eccezioni: gli alberi bassi e larghi si misurano sulla larghezza della chioma; gli stili a cascata vogliono vasi alti; i boschetti e gli impianti su lastra vogliono contenitori molto bassi.

Non sono regole rigide: servono a evitare il vaso troppo grande, che «ingoia» la pianta, o troppo piccolo, che la comprime.

Il materiale: grezzo o smaltato?

La ceramica da bonsai si divide in due grandi famiglie, e la scelta è soprattutto estetica. La regola d’oro è la sobrietà: il vaso accompagna la pianta, non compete con lei.

Vaso per bonsai Tokoname in ceramica grezza nei toni della terra

Grezzo, non smaltato

Toni della terra, bruno, grigio. Si abbina tradizionalmente alle conifere (pino, ginepro) e agli alberi dall’aspetto austero, perché non ruba la scena.

Vaso da bonsai giapponese Kutani, smaltato nero con foglie d'acero in oro

Smaltato e colorato

Accompagna le latifoglie e le specie da fiore e da frutto: il colore dialoga con la fioritura o con il foliage. Un acero che in autunno si accende di rosso sta benissimo in un vaso che ne richiama la stagione, come queste foglie d’acero in oro.

Approfondimento

Vasi da bonsai giapponesi dipinti a mano: un piccolo quadro sotto l’albero

Tra i vasi da bonsai giapponesi, accanto a quelli sobri delle grandi conifere, esiste una tradizione di vasi decorati a pennello, pensati soprattutto per i bonsai piccoli: gli shohin, che stanno in una mano, e i mame, che stanno tra due dita. Su un albero così piccolo il vaso conta moltissimo nell’insieme, e diventa parte del racconto.

Spesso sono pezzi unici: smalti sopra vetrina, oro, rosso ferro steso a mano, scene della mitologia e del folklore giapponese.

Vaso da bonsai giapponese dipinto a mano con Fūjin, dio del vento
Fūjin, il dio del ventoCorre tra le nuvole con il sacco dei venti sulle spalle: una figura del mito, dipinta a mano.
Vaso mame per bonsai dipinto con la processione delle volpi
La processione delle volpiIl «matrimonio delle volpi» è una leggenda giapponese. Qui sta su un vaso mame di pochi centimetri.
Vaso esagonale dipinto in rosso con spighe e intreccio geometrico
Esagonale in rosso ferroSpighe a pennello e un intreccio geometrico su ceramica crema craquelé, con piedini traforati.
Vaso mame per bonsai a forma di secchiello rosa
Il secchielloUn mame dalla forma giocosa, con il manico e lo smalto rosa sfumato. Gli oggetti di uso quotidiano diventano vasi.
Paesaggio dipinto in rosso con pescatore sulla riva
Un paesaggio dipinto in rosso gira tutt’intorno al vaso: alberi, colline lontane, un pescatore sulla riva.

Come abbinare un vaso dipinto

  • Fai dialogare decoro e pianta: foglie d’acero per un acero, un vaso caldo per una specie da frutto, un tono freddo per un fogliame chiaro.
  • Un solo protagonista: se il vaso è molto ricco, scegli un albero dalla forma semplice e pulita.
  • Attenzione all’acqua: nei vasi shohin e mame la terra è poca e asciuga in fretta, anche più volte al giorno in estate.

Girare il vaso

La firma sul fondo

Sotto il vaso si trova spesso il segno di chi l’ha fatto: un sigillo dipinto, come quello rosso «Kutani» qui accanto (la porcellana di Kutani viene dalla prefettura di Ishikawa, in Giappone), o una firma incisa a mano nella ceramica. Per i collezionisti è la carta d’identità del pezzo.

Sigillo rosso Kutani accanto al foro di drenaggio Firma del ceramista incisa a mano sul fondo del vaso

Il drenaggio: la parte che non si vede ma conta di più

Qualunque sia il vaso per bonsai che scegli, anche il più prezioso, deve avere fori di drenaggio ampi sul fondo: l’acqua deve uscire liberamente, perché il ristagno è tra le prime cause di sofferenza delle radici. Nelle foto qui sopra si vede bene: accanto al sigillo c’è il foro.

Prima di invasare, controlla tre cose

✓ Fori ampi sul fondo, coperti da una rete a maglia fine che trattiene il terriccio.

✓ Fori piccoli per il filo di ancoraggio, che tiene ferma la pianta dopo il rinvaso.

✓ Un substrato drenante: vaso e terriccio lavorano insieme.

Tabella rapida: come scegliere il vaso per bonsai

SituazioneCosa scegliere
Pianta in sviluppoVaso da coltivazione, più profondo
Pianta formataVaso da esposizione, basso
LunghezzaCirca ⅔ dell’altezza dell’albero
ProfonditàCirca il diametro del tronco alla base
ConifereGrezzo, toni della terra
Latifoglie, specie da fioreSmaltato, colore sobrio
Shohin e mameAnche dipinto a mano: il vaso è parte del racconto
SempreFori di drenaggio ampi + rete

Domande frequenti

Il vaso del bonsai deve avere i fori sul fondo?

Sì, sempre. Senza fori l’acqua ristagna e le radici marciscono. Molti vasi hanno anche fori laterali più piccoli per il filo di ancoraggio.

Posso tenere il bonsai in un vaso normale da vivaio?

Per la fase di sviluppo sì: un vaso più profondo va benissimo. Il vaso basso da bonsai è per una pianta già formata.

Come scegliere il vaso per bonsai: smaltato o grezzo?

Per scegliere il vaso per bonsai tra smaltato e grezzo conta soprattutto l’estetica: grezzo per conifere e alberi austeri, smaltato per latifoglie e specie da fiore. L’importante è che il vaso non domini la pianta.

Un vaso dipinto a mano si usa davvero o è solo da collezione?

Si usa, per una pianta già formata: ha i suoi fori di drenaggio come qualsiasi vaso da bonsai. Trattalo però con più cura: maneggialo con attenzione durante il rinvaso e, d’inverno, proteggilo dal gelo.

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